La Contabilità Analitica si sviluppa intorno agli anni settanta, sotto la spinta delle sempre maggiori necessità di avere informazioni dettagliate sui costi. Infatti i mercati si allargavano, la concorrenza cresceva, le grandi industrie, nate spesso in regime di monopolio, non potevano produrre e basta, dovevano produrre a costo più basso e anche con migliore qualità. Il primo passo è stato dunque la creazione della contabilità analitica.
La funzione principale dell'analitica è quella di dettagliare maggiormente quanto registrato con la contabilità generale, con l’identificazione della destinazione, in caso di acquisti o la provenienza, in caso di vendite. Rilevare costi e ricavi secondo destinazione e provenienza rappresenta la fondamentale differenza con la contabilità generale, la quale rileva invece solo per natura.
La contabilità analitica è definita "interna" perché supporta i processi interni decisionali e di controllo con particolare riferimento alla misurazione e valutazioni di:
- efficacia (grado di raggiungimento degli obiettivi, cioè l'attitudine ad ottimizzare il rapporto input/output evitando sprechi e riducendo i costi);
- efficienza (rapporto risultati ottenuti / risorse impiegate, cioè l'attitudine a realizzare i propri obiettivi qualitativi e quantitativi) della gestione aziendale;
- a tal fine non si limita a rilevare gli scambi con il mondo esterno (input e output), ma spinge l'analisi all'interno dei processi operativi dell'azienda;
- opera sia a consuntivo che a preventivo;
- lavora sia su dati monetari che su parametri quantitativi e grandezze fisico-tecniche.
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